[Diritto] Dieci lezioni introduttive a un corso di diritto privato

[Diritto] Dieci lezioni introduttive a un corso di diritto privato (Utet, Torino 2006) è una miscellanea in omaggio a Natalino Irti, giurista abruzzese che ha ricoperto molti incarichi di assoluto rilievo nelle più diverse università e imprese italiane. Si tratta di un percorso organizzato per sgrossare pregiudizi e luoghi comuni (al lettore colto già formato come al futuro studente di materie giuridiche) ai concetti fondamentali del diritto e, in particolare, del diritto privato. Queste dieci lezioni si susseguono così, disinvolte, come chiacchierate, lineari e persino affabili nel tono e nel linguaggio, ma chiare ed esatte nei contenuti: con estrema lucidità, i capitoli mantengono le loro promesse. Nel libro non ci sono note e non c'è bibliografia, appena i dati editoriali, l'indice e i dieci intensissime occasioni di apprendimento.

Gli argomenti dei capitoli rispecchiano sostanzialmente l'impianto dei più comuni manuali di diritto privato, almeno per quello che, dei corsi istituzionali, viene collocato nella scaletta degli elementi viene collocato tra i primi punti essenziali (norma giuridica, interpretazione della legge, fattispecie, sanzione, soggetti ecc.). Spesso, l'organizzazione degli argomenti segue criteri trasversali e bisogna dire che, sebbene prodotte da autori diversi, queste dieci lezioni sono ben coordinate e contribuiscono a un progressivo apprendimento della materia privatistica. Gli autori fanno ricorso all'uso costante di situazioni esemplari che si ripetono e vengono osservate sotto diversi punti di vista, con gran beneficio del lettore ignaro (in particolare, si noti il rimando sistematico all'art. 2043 del codice civile, quello di solito volgarizzato nella forma di "chi rompe, paga"). Il neofita non può che trarre giovamento dalla molteplici prospettive e dalla complessità che guadagnano i singoli concetti nella sua mente, che si chiariscono e si consolidano via via con apprezzabile naturalezza.

Spiace notare, piuttosto, che nella veste editoriale il libro è molto poco curato, con un capitolo - il quarto, sul fatto giuridico - che, con tutta la buona volontà, delude davvero su questo piano anche una persona come me, fin troppo accomodante riguardo a simili problemi quando c'è la sostanza. E ribadisco che la qualità dei contenuti non difetta, anche nel caso della suddetta lezione, ma ciò non toglie che il lettore deve spendere parecchia energia in più a comprendere e memorizzare dati ai quali avrebbe spianato la strada una semplice revisione - immagino impossibile per questioni di tempo. In ogni caso, tale volume dedicato a Natalino Irti, affiancato a un manuale più corposo e organico, dà quella ricchezza in più che a me sembra addirittura necessaria. Auspico una produzione sempre maggiore di libri di questo taglio, che possano rendere il diritto meno ostico e più familiare ai non (e ai non ancora) addetti ai lavori.

Roberto Oddo

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