E mi porto con me...

... e poi non penetra in me l'esigenza di un nuovo romanzo, anzi è un rigetto. Sono refrattario a ogni storia che non mi appartenga. A cicli regolari.

È il momento della poesia e delle letture più tecniche: diritto, cucina, fotografia, e poi la poesia. La poesia tra una storia e l'altra, il collante di tutto, una bomba a orologeria, una terra di nessuno, ma una terra per me. Percorro un otto volante, un loop, e giro intorno a me, mi indico e vengo schiacciato lungo la traiettoria.

E mi porto con me la poesia e tante cose da dire e da tacere, da saper fare, tutto l'armamentario per accamparmi in piena notte. Dimentico da qualche parte il fardello di ciò che dovrei sapere, che dovrei fare, e vivo per me. Io non mi inseguo. E mi porto con me il gesto con cui indico là, lontano da me.

Roberto Oddo

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