E che fa ora un elettore di sinistra?

E che fa ora un elettore di sinistra?
Si tura naso, si benda e vota PD? Siamo seri: votare è un atto di responsabilità. Io che non l'ho mai votato - e ne sono orgoglioso - dopo aver sentito Mario Monti in tv per l'ennesima volta, avevo seriamente pensato di votare Bersani, ma ho subito provato vergogna per la mia debolezza di un momento.

D'altra parte, con che coraggio ora io dovrei votare quella balorda formazione? Quel partito che tira a sopravvivere a legislazioni alterne (e neanche con regolarità) per il voto di persone stanche e altalenanti più quegli oltranzisti che votano la posizione e non la persona? Oppure altri partiti ancora, più o meno chiassosi? Silvio Berlusconi - qualunque sia la sua epifania elettorale - non è il mio criterio di voto, perché - che ci creda o no questa sinistra - Berlusconi non è stato che un tassello della rovina italiana e - che ci creda o no lui - Berlusconi non è l'Italia. Non è questione di calcoli politici per garantirsi la vittoria: quale vittoria, poi?, l'unico calcolo che conta è il voto da dare a chi merita, non contro terzi. Quando sarò statista o semplicemente più furbo ragionerò in modi più obliqui.

Elettore di sinistra, non devo nulla alla sinistra, voglio una sinistra che sia sinistra e non imiti squallidamente - decorandoli un po' - populismo e slogan da centri commerciali. Mi informerò seriamente sulla possibilità legale di rifiutare la scheda al momento delle elezioni e di mettere il mio rifiuto a verbale, con la motivazione che io - elettore di sinistra - non mi sento rappresentato da nessuna forza politica in campo. E se non sarà possibile, troverò alternative per dire ufficialmente la stessa cosa o, comunque, l'ho detto qui e ora, in attesa di poter tornare a votare a sinistra.

Roberto Oddo

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