Otium

Credo di incarnare l'otium.

Disincantato e postmoderno, frenetico e desultorio, ma pur sempre un otium.

Come dopo la SSIS, come dopo quei dannatissimi tre anni del dottorato, anche ora, dopo le ultime fatiche del concorso, mi trovo a scrivere: ora finalmente posso studiare.

Perché sono i miei libri, la mia quotidianità, i miei percorsi il mio vero studio, che momenti di competizione come questo lasciano tra parentesi. Ho messo un po' da parte il mio tedesco, le mie letture, ho trascurato quella mia vena da autodidatta che mi fa crescere davvero per rimestare cose che dovrei sapere e non so mai abbastanza.

Torno dunque al mio blog, come voglio io, ai miei progetti, a quello che avevo lasciato da parte, al mio Te-Ka-Mo-Lo e alle follie di una sintassi che vuol mettere in ordine il mondo intero.

Di volta in volta, mi arrampico oltre queste parentesi con un progetto migliore, più definito.

Morirò con le idee chiarissime sul futuro.

Roberto Oddo

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