Wes Anderson, Moonrise Kingdom

New England, 1965. Un gruppo di scouts si prepara a una missione, ciascuno migliorando le proprie competenze e realizzando qualcosa di utile. Due ragazzi, però, Sam (Jared Gilman) e Suzy (Kara Hayward) si perdono e costringono un'intera piccola comunità a rintracciarli e cercare di portarli a casa. Questa, in breve, la trama di Moonrise Kingdom (2012), un film surreale e divertentissimo nel quale il regista Wes Anderson sfodera tutto il suo estro geniale tanto nelle inquadrature e nell'uso di colori saturi a fortissimo contrasto, quando nella narrativa. La pellicola ha un aspetto smaltato e vivido e accompagna una storia che poi è l'iniziazione all'amore dei due giovanissimi protagonisti, con tutte le ritrosie e con tutta l'audacia che ci si attende dai preadolescenti. Mi sembra significativo che questo primo sbocciare del corpo attraverso la scoperta dell'altro sia la faccia reale e positiva rispetto a una ricerca rocambolesca, ma affannosa dei due ragazzi: mentre ci si attende il peggio, infatti, i ragazzi stanno solo cominciando a fare esperienza del loro corpo e dei loro sentimenti, bandendo ogni ingenuità e ogni pregiudizio di sorta. Di contro, nessuno sembra prepararsi al peggio: un temporale che provocherà - questo sì - enormi danni a tutta la comunità locale.

Moonrise Kingdom, del resto, è strutturato come una sublimazione fantasiosa e amabile. Così entrano in scena le musiche di Benjamin Britten, cantore dell'infanzia e dell'innocenza "perduta", che accompagnano l'intero film. Dalla Young Person's Guide to the Orchestra, una delle più famose opere didattiche per l'infanzia, che vorrebbe in qualche modo indirizzare i giovani protagonisti del film alla conoscenza del mondo e, chissà, alle sue regole, al delizioso Playful Pizzicato dalla Simple Symphony e oltre, il compositore inglese è un po' lo spartito con il quale si misurano tutti i canti dei ragazzi. Ma la soluzione più fortunata di Wes Anderson consiste nella messa in scena - vista in parallelo - di Noye's Fludde, l'opera per giovani dilettanti che Britten aveva scritto nel 1957 e che parla di un diluvio ben più drammatico di quello che si trovano ad affrontare i personaggi di Moonrise Kingdom. Laddove la musica non assurge a sottorama, la colonna sonora accompagna comunque il girato con ironia e intelligenza (penso in particolare a Kaw-Liga di Hank Williams e Le Temps De L'amour di Françoise Hardy), conferendo alle situazioni e alle immagini una nuova vivacità.

Ben girato e molto ben recitato (con attori del calibro di Edward Norton, Bruce Willis, Bill MurrayFrances McDormandTilda Swinton, senza contare il narratore Bob Balaban), Moonrise Kingdom è un film molto godibile: purché, però, si accetti che sotto la briosa semplicità, Wes Anderson ha saputo orchestrare dinamiche affettive e sociali molto importanti e tutt'altro che appannaggio dell'universo infantile.

Roberto Oddo

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