Nicla Vassallo, "Il matrimonio omosessuale è contro natura." Falso!

[LGBTQI"Il matrimonio omosessuale è contro natura." Falso! (2015) è uno dei molti titoli che da un po' campeggiano sugli scaffali delle librerie nostrane, con lo scopo di "sfatare i miti". Il genere di saggio - pubblicato nella collana Idòla della Laterza, è dunque codificato, riconoscibile e va esattamente nella direzione che ci si aspetta. L'autrice di questo agilissimo volumetto è la filosofa ligure Nicla Vassallo, che prende in esame tutta una serie di stereotipi comuni e li affronta in chiave razionale, con un linguaggio accessibile a un vasto pubblico di media cultura (e, a mio avviso, godibile anche se si è un po' più attrezzati sul piano storico filosofico).

Conforme a una certa prassi accademica, il saggio della Vassallo è corredato di tutti ricchissima bibliografia, oltre che degli irrinunciabili ringraziamenti (che aiutano a individuare la rete di studiosi che si avvicinano a un determinato argomento). Sul piano più strettamente contenutistico, troviamo una premessa, che definisce l'oggetto del discorso e vuol porre le basi metodologiche dello studio, più otto capitoli, ciascuno dei quali vuol smontare un capisaldo degli oppositori al matrimonio same-sex. Sotto questo aspetto risulta determinante la questione terminologica, come ci si aspetta da una filosofa. Intanto si parla di "matrimonio", e non di altri tipi di contratti di unioni civili:

Col matrimonio si rientra in un ordine simbolico che va oltre il contenuto concreto della tutela, sicché anche la migliore delle unioni civili rappresenta un minus sul piano sociale e formale e si riflette negativamente sulla dignità della coppia omosessuale. A questo punto si comprende sempre meno perché l’istituzione matrimoniale non debba venire concessa a lesbiche e gay.

E poi l'espressione same-sex è prestito dall'inglese che da un lato allude al carattere internazionale di diritti riconosciuti in buona parte d'Europa, rispetto alla quale l'Italia è in forte ritardo; dall'altro, esclude la necessità di far riferimento alla parola - ormai troppo marcata sul piano religioso e filosofico - di persona, prediligendo un approccio di diritti individuali. Su questo aspetto, il libro di Nicla Vassallo è agguerrito, più ancora che militante e si offre come un prontuario di risposte utili a qualsiasi obiezione.

Se volessimo schematizzare il tipo di approccio utilizzato, "Il matrimonio omosessuale è contro natura." Falso! prende la forma di "diagramma di flusso": a ogni domanda o protesta degli oppositori si offrono due o più opzioni, ciascuna delle quali genera più possibili risposte e così via. L'obiettivo di Nicla Vassallo è neutralizzare le obiezioni, una a una fino all'ultima, puntando sulla forza del ragionamento. È infatti la filosofia, e non il pregiudizio di fede o d'altra origine, l'arma fondamentale dell'autrice: intanto perché molto spesso chi si oppone al matrimonio same-sex non padroneggia neanche le cause di questo suo rifiuto, poi perché si insiste a ogni pagina sulla razionalità necessaria a un comportamento sociale.

A questo punto, mi sembra utile citare non tanto un brano di Nicla Vassallo, quanto una pagina che l'autrice a un certo punto riporta. In Feminism, the Family and the Politics of the Closet: Lesbian and Gay displacement, Cheshire Calhoun si esprime in questi termini:

[...] lo stato discrimina gay e lesbiche, promulgando leggi basate sugli stereotipi della devianza di genere di lesbiche e gay, del loro indisciplinato desiderio sessuale e della loro inadeguatezza per la vita di famiglia... Gli ostacoli al matrimonio rafforzano la visione secondo la quale amore, matrimonio e  famiglia eterosessuale possiedono uno status unico, prepolitico e fondazionale nella società civile.

Ho scelto questa pagina perché l'attributo prepolitico mi sembra sintetizzi bene tutta una serie di posizioni che ignorano, per dolo o per ignoranza, la struttura politica e laica delle società moderne: un'organizzazione civile dovrebbe guardare ai diritti e ai doveri delle persone senza farsi influenzare da credo o idiosincrasie personali. Del resto, è la libertà che scaturisce da uno stato di diritto a consentire a ciascuno di professare la propria fede e di vivere secondo il proprio sentire, senza essere influenzati dalle preferenze (a qualsiasi titolo) altrui.

Non posso negare che qui si pone un problema di fondo: se l'etica non nasce dalla fede, qual è il suo fondamento? È indubbio, infatti, che un credo offre un supporto ontologico a certe posizioni morali. D'altra parte, provo a rispondere io stesso: siamo sicuri che le basi del nostro agire debbano essere astoriche? Siamo così disposti a rinunciare alla realtà per rifarci a un ideale che costringe sempre tutti a una disciplina in fondo estranea, che non ci parla e su cui noi non possiamo intervenire? In definitiva, chi è disposto a vivere secondo dogmi stabiliti centinaia (o migliaia) di anni fa? Una società deve essere in grado di mettere in campo tutti quegli strumenti culturali che le consentano di rinnovarsi, di verificare i suoi valori e di essere senpre più razionale e umana (aggettivi che vanno insieme benissimo, checché ne dicano molti cattolici).

Bisogna fare i conti con la storia, insomma. Non perché l'omosessualità in sé sia un'istanza moderna, sarebbe stupido affermarlo, bensì perché da più di un secolo a questa parte le richieste di riconoscimento e di libertà da parte delle persone LGBTQI hanno preso piede ricevendo sempre le stesse risposte, che non hanno spesso basi né giustificazione etica accettabile. Per questo, anche se il libro di Nicla Vassallo consapevolmente non fornisce (per esempio) una definizione di matrimonio e procede per grandi passi (semplificando un po' qua e là), mi sembra un ottimo punto di accesso a un modo di ragionare laico e maturo. Saranno le successive letture a rendere più solide le sue risposte, ma soprattutto quelle del lettore interessato.

Roberto Oddo

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