Mala noche di Gus Van Sant

[LGBTQI] Girato in un bianco e nero contrastatissimo e accecante, Mala Noche (1986), scritto e diretto da Gus Van Sant, è un film che fa di pochi momenti di tenerezza uno degli strumenti per acuminare una crudeltà lacerante. La storia è quella di Walt (Tim Streeter), splendido giovane di Portland, in Oregon, che s'innamora di Johnny (Doug Cooeyate), un giovanissimo messicano venuto clandestinamente negli U.S.A. insieme all'amico Roberto (Ray Monge). Il protagonista vive in una città, tutto sommato, non pericolosissima, ma claustrofobica, che opprime con i suoi mezzi e mezzucci criminali e una certa povertà di spirito. Anche il sesso consumato tra Walt e Johnny, all'insegna della dipendenza e di un dominio asimmetrico e perfino dello scherno, senza gioco e senza reciprocità, si inserisce in questo quadro di una vita che non sembra lasciar sbocco e consumata, con un sorriso incantevole, nella disperazione e nella diversa consapevolezza di una libertà possibile.

Non so se il primo libro fotografico di Antoine D'Agata, Mala Noche (1998), ambientato sul confine messicano, sia in qualche modo collegato con l'omonimo titolo di Gus Van Sant: certo è che questo film è ossessivo perfino nel garbo di una violenza stilizzata. La voce fuori campo del narratore stempera la durezza di un rapporto che, almeno emotivamente, è quello tra vittima e carnefice. Walt (e ricordiamo che la sceneggiatura è tratta dalla storia di Walt Curtis) è un ragazzo generoso e aperto, non è neanche stupido, ma il culto della bellezza divora lui come gli altri: se Roberto e soprattutto Johnny affogano in un adolescenziale narcisismo, capriccioso e crudelissimo, Walt è vittima del suo desiderio e della sua adorazione. Il loro rapporto non dà spazio a un ordine possibile, non c’è amore, c’è una carne esibita che vuole rimanere inconsapevole. È una storia che fa malissimo, Mala Noche, ma è una storia, non è un documentario: ci sono dentro le persone e il loro destino.

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