In transizione

[LGBTQI] Forse perché da qualche mese in qua c'è un inconsueto sprint nella mia perenne transizione o forse perché mi è capitato di venire un po' più a contatto con persone transgender (intendendo il termine nel suo senso più ampio), da un po' trovo le persone transessuali una miniera per la mia vita. Una fonte di sensibilità, leggerezza favolosa, impegno con il proprio corpo.

Non ho mai desiderato la riattribuzione chirurgica del sesso o, per essere più pop (e meno precisi), non è nei miei programmi futuri diventare una donna. Però, conoscere queste storie, ascoltare queste persone, guardarle, passare una sera con loro, costringe a riposizionarsi: non dico solo nell'orientamento sessuale, anche l'identità di genere è molto più fluida delle maschere entro cui la nostra cultura ci costringe.

La cosa divertente, e per alcuni forse inattesa, è che capisco e apprezzo molto di più il mio essere maschio, lo curo di più, proprio rispetto a queste persone; e, sia chiaro, non in contrapposizione, bensì in continuità con tutte queste esperienze. Ogni giorno, quando mi faccio la barba, quando mi vedo, quando indosso i miei abiti, mi viene da pensare che mi sto travestendo da maschio.

E mi diverto un mondo, perché sono sereno. Non so se sia capitato anche ad altri: io, alle persone transessuali devo molto, ma soprattutto il fatto di volermi più bene. Se non è facilità, è comunque una favolosa felicità.

Roberto Oddo

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