The Rules of Attraction di Roger Avary

Sono strafighi, progettati per far sesso e troppo deliberatamente superficiali per essere stupidi o svegli. Però Sean  (James Van Der Beek), Paul (Ian Somerhalder), Mitchell (Thomas Ian Nicholas), Richard (Russell Sams) e perfino Victor (Kip Pardue) non prendono sul serio neanche il sesso: vi si dedicano e addirittura vi si consacrano, ma è un gioco da ragazzi, in un college di ventenni arrapati cosa ti aspetti? Non c'è altra prospettiva e una tavolata occasionale con le snob Mrs. Denton (Faye Dunaway) e Mrs. Jared (Swoosie Kurtz) amplifica questa distanza tra le generazioni, anziché anche solo tentare di colmarla. The Rules of Attraction (2002) è l'ennesimo film su ragazzi tanto ricchi e destinati a sicuro successo, quanto incapaci di fare tesoro dei loro mezzi. O, cambiando prospettiva, su giovani che non individuano nella posizione sociale, nella stabilità, una qualche forma di certezza personale (o qualche interesse a orientarvisi).

Intessuto di un'ironia dissacrante, perfino dei luoghi comuni, il film scritto e diretto da Roger Avary (e basato su un romanzo di Bret Easton Ellis) è onirico e non estraneo a un facile grottesco, nonché costruito attorno al consueto plot sentimentale della ragazza non bellissima, ma sensibile e profonda - Lauren Hynde (Shannyn Sossamon) - desiderata dal bello&impossibile di turno. Però l'insieme funziona bene, scorre e comunica, crea un suo linguaggio riconoscibile e anche sul piano delle immagini rivela una certa coerenza. I personaggi sono tutti eccessivi e un po' nevrotici, non riesce loro di gestire una relazione o di mostrare un'altra faccia, ma qualcuno di loro - come lo spacciatore Rupert (Clifton Collins Jr.) - è davvero una maschera riuscita, surreale e godibile. Peccato che il tutto appaia oggi, a conti fatti, irrimediabilmente superato e incapace di fare la storia di un periodo.

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