Il mio sud

... preferisco le sorprese di quest'anima tiranna...
F. G.

Di tutti i coming out di quest'anno scolastico appena concluso, finora, la mia appartenenza al sud può forse sorprendere di più alcuni.

Si parla sempre di sud dell'anima, forse si esagera e comunque non credo sia il mio caso: non faccio nessuna fatica, semmai, a rilevare il mio lato "tedesco", quello rigido, brumoso, esigente, che mi appartiene fino in fondo e che ho sempre coltivato. Ma alla Germania, molto prima che emergesse il dramma politico attuale, si è sempre contrapposta un'anima greca, in particolare con Seferis e con la poesia in generale.

Non mi stupisce dunque, che con questo mio recupero dell'interiorità, e dunque della mia vita, con la poesia, riemerga anche il ribollire di quel sud che avevo sepolto - io per primo - sotto una serie di cose che non c'entrano nulla.

Ecco dunque il mio sud, fatto di poesia e di mare, il mio vento del meridione a scaldare un nord che poco alla volta si scioglie e ritrova la gioia in questa primavera tardiva. Sono un uomo del sud, qualunque cosa ciò significhi, e affamato di sud, della creatività, della rottura, dell'indolente e insieme travolgente onda di futuro e di passato, delle persone. Il sud dell'eterna transizione, del non essere mai completi, del non è per sempre... ma questo tepore, questo meridione, ora ci sta. Ancora un po' e poi mi alzo.

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