I Minions di Kyle Balda e Pierre Coffin

I Minions (2015) è uno spin-off del popolarissimo film d'animazione Cattivissimo me. Protagonisti ne sono, appunto, i Minions, deliziose creature gialle a forma di cilindro mozzo e morbido: i minions vivono in gruppo e cercano a tutti i costi un capo, che sia davvero tremendo, qualcuno a cui essere fedeli. Sono teneri e goffi, chiassosi e molto umorali, ma non troppo svegli. Nella loro evoluzione, dai loro albori a oggi, hanno sbagliato spesso, ma ora (nel 1968) hanno trovato il loro idolo in una donna poco comune, che si chiama Scarlet Sterminator ("Overkill" nell'originale). Lei è davvero infame e ha un progetto che ben la descrive: rubare la corona della regina Elisabetta II d'Inghilterra e impadronirsi del regno. Roba da poco, in fondo, quando al suo fianco si trova i Minions, prontissimi a servir...

Realizzato in un 3D un po' diseguale da Kyle Balda e Pierre Coffin (che è anche la voce delle creaturine nell'edizione originale), Minions è, tecnicamente, un delizioso prequel straripante di provocazioni e luoghi comuni. La struttura del film ricalca quella di altre opere del genere: la prima sequenza potrebbe intitolarsi "i Minions nella storia" e mostra una catena lineare di evoluzione (un'unica linea evolutiva) dagli albori della terra e il messaggio è chiaro: i Minions sono creature della Terra e sono tra di noi perché partecipano della nostra medesima cosmogonia immaginaria, non se ne metterà seriamente in discussione la natura. L'aspetto peculiare, semmai, è che questi salsicciotti adorabili ambiscono a un capo cattivissimo e vanno zigzagando per raggiungerlo quando credono di averlo individuato. Cosa li attiri, nella cattiveria, non mi è del tutto chiaro, ma solo così i Minions ritrovano energia ed entusiasmo, e già qui vien da chiedersi dove siano i genitori che tanto si lamentano dei modelli educativi quando si esuli dai problemi del fantomatico "gender". Quali sono, cioè, gli eroi dei Minions, con cui inevitabilmente gli spettatori entrano in un rapporto di simpatia ed empatia? Possibile che non ci si renda conto che Scarlet Sterminator e i suoi altri pari sono criminali psicopatici di prima categoria che mettono a soqquadro il mondo intero pur di ottenere i loro scopi?

Ma c'è di più. A cosa ambiscono gli eroi? Alla ricchezza e alla fama incondizionate. Sembra che, da parte dei Minions, ci sia una sostanziale indifferenza nei confronti delle mete da raggiungere e dei metodi per ottenere questi risultati. Potenza e cattiveria sono per loro sinonimi, i piccoletti esultano per i risultati. Molto più di altri, l'impianto che sottende questo lungometraggio animato è esplosivo e problematico. Mi si dirà che lo schema è quello dei videogiochi (a proposito: è già uscito?): ma appunto nei videogiochi, la corsa al raggiungimento di un obiettivo, lascia quest'ultimo in secondo piano, così che, nella mente di chi segue certe dinamiche, operano e si innestano senza alcun controllo o sorveglianza princìpi che si possono anche non condividere. E, per esempio, io tra le altre cose trovo del tutto fuori luogo l'invasione carnevalesca di stereotipi di genere (in un film sugli asessuati Minions), che mi sembra sdoganare l'intolleranza e il sorrisino compiaciuto ben più che non l'introspezione consapevole e la libertà personale. In un'epoca basata sulla volontà e sull'autodeterminazione, lasciare al caso il formarsi della propria persona è davvero inquietante.

Si badi poi che i problemi di cui sopra si pongono con mggior enfasi per la riuscita di un film "così, per ridere": Minions è divertentissimo e un'occasione di spasso - ma appunto, un momento spensierato, privo di interrogativi e di sorveglianza. Realizzato con estrema cura e con interpreti di prim'ordine (le voci originali sono di Bryan Linch, Sandra Bullock, Michael Keaton, Jon Hamm, Allison Janney, Steve Coogan, Geoffrey Rush, Jennifer Saunders, Steve Carell), mi sembra vada in una direzione che possa scontentare tutti coloro che vogliano pensare; alcuni potrebbero anche screditare le soluzioni tecniche (e l'animazione in generale) nel rigettare l'impianto dei contenuti (e, già che ci siamo, se magari rinunciassimo a gesti ed espressioni fotocopia dei personaggi, non sarebbe una cattiva idea). Credo che, se vogliamo dare un nuovo corso al progresso delle tecnologie e all'evolversi della fantasia, potremmo superare questa perniciosa impasse e guardare avanti e all'altro con maggiore ottimismo e propositività.

Post più popolari