Il difficile mestiere di insegnare

a L.S., grazie

In un vecchio, brevissimo articolo de «L'Ora», recuperato dall'editore Vincenzo Campo e pubblicato dalla Henry Beyle nel 2014, Leonardo Sciascia raccontava le sue difficoltà nell'improbabile - e ingrato - ruolo di filtro. Prima in un'agenzia catastale, poi come scrittore in contatto con le più prestigiose case editrici italiane, parecchia gente "bussava alla sua porta" con la richiesta di accesso al benessere: vuoi l'assenza di controlli sulla dichiarazione dei beni immobili, vuoi invece il volo garantito nel cielo dorato delle belle lettere, tutti si stupivano della sua inflessibilità e della dichiarata impotenza a far qualcosa. Il principio di fondo della protesta è che basta la volontà e si può fare tutto, che ci vuole!?

Quelle persone, invece, volevano proprio forzare la volontà dell'ufficiale o del rappresentante di un mondo che a loro sembrava altrimenti inaccessibile - ed è frequente che si voglia forzare la libertà e l'autonomia di giudizio altrui nel tentativo di garantire il proprio arbitrio. Chissà come appaio oggi io ai miei alunni, a quei ragazzi che da oggi (proprio dalla data di uscita di questo post) saranno in classe con me. Chissà come mi vedranno, che magiche porte potrò aprir loro e quali grimaldelli si useranno in vista di chissà quale bun esito non proprio "convenzionale". Chissà quanto sarà difficile far crescere ragazzi che spesso hanno premura di dire d'esser già grandi, chissà quanto sarà divertente dire di sì, "sì" tutti insieme, e penoso dire di no, "no" solo per qualcuno (o che qualcuno sentirà come solo per sé). Sono difficili questi mestieri che altri vedono selettivi e noi intendiamo come servizio per tutti e promozione del prossimo.

--> Edizioni Henry Beyle

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