Dario Accolla, Omofobia, bullismo, linguaggio giovanile

[LGBTQI] [ScuolaOmofobia, bullismo, linguaggio giovanile (2015) del blogger siracusano (e romano d’adozione) Dario Accolla è uno studio sull’omofobia, in particolare tra i banchi di scuola. Accolla, attivista per i diritti civili delle persone LGBT, insegna da anni e ha dunque un’esperienza di prima mano su ciò di cui scrive: ciononostante, è bene dire che l'autore non si è limitato a condividere il suo vissuto, ma ha prodotto nuovi dati, organizzandoli secondo una forma più compiuta e scientifica. La centrale operativa - chiamiamola così - di questo studio è il questionario che l’autore presenta nel capitolo quarto, una batteria autoprodotta di 20 domande (alcune a risposta obbligata tra le opzioni presenti, altre a risposta libera), destinate ad adolescenti (ragazze e ragazzi tra i 13 e i 20 anni) che frequentano - o hanno frequentato - scuole di otto province campione distribuite lungo tutto lo stivale: per la precisione, parliamo di Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Cagliari.

Sono stati compilati in tutto 333 questionari e, se il campione è obiettivamente molto ridotto rispetto al numero degli scolari in un territorio ampio come la penisola italiana, sarà interessante trarre informazioni proprio dall'esiguità dei rispondenti. Voglio dire che questo campione rappresenta in qualche modo una percentuale già orientata dell'intera popolazione adolescenziale per almeno due motivi:
1) si tratta di ragazzi che frequentano la scuola (non hanno interrotto gli studi, non sono in dispersione ecc.);
2) sono giovani che hanno avuto almeno la sensibilità di affrontare la questione sottoponendosi allo stress delle domande.
Ebbene, chi si aspetti da un tale campione risultati confortanti sbaglierà. Sotto questo aspetto, l'analisi di Dario Accolla è spietata nell'elencare tutta una serie di risposte che sono lungi dall'essere gay-friendly. Il repertorio di episodi e di considerazioni che vengono squadernati qua fa anzi rabbrividire per l'intolleranza che accompagna i più giovani e viene condivisa, se non addirittura rafforzata, dagli adulti che dovrebbero segnalarsi per la loro responsabilità educativa e per il dovere di accogliere pienamente tutti per un'elementare cultura civica.

Diviso in sei capitoli (1. L'omofobia: un mostro a più teste; 2. Il mostro in aula; 3. Il mostro grida (e sussurra); 4. Descrivere il mostro; 5. Raccontare il mostro; 6. Arrivano i mostri), più le Considerazioni finali, Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile in meno di 180 pagine enuclea tutti gli aspetti che oggi ruotano intorno al tema affrontato e alla dimensione affettiva dei giovani. Va detto che la "confezione" editoriale non consente all'autore di inoltrarsi in campi che avrebbero bisogno di ben altri affondi monografici, ma trovo esaustivi e soddisfacenti tanto la panoramica e gli strumenti analitici, quanto le riflessioni proposte a (e a proposito di) educatori corretti e maturi. Sull'importanza dell'intervento degli adulti, sulle nostre responsabilità nei confronti dei più giovani, Dario Accolla insiste con grande - e ben più che comprensibile - passione. La vita di tanti ragazzi, infatti, è segnata dalle nostre azioni e dalle parole che noi rivolgiamo loro, anche se le risposte sono spesso inafferrabili ai più. Il malessere degli alunni dipende spesso da una nostra afasia o dall'incapacità di ascoltarli a dovere.

In questo solco, le analisi linguistiche dell'autore risultano varie, sostanzialmente ben strutturate e affidabili. Non vengono presi in esame discorsi e parole per la sola funzione comunicativa (ammesso e non concesso che ne esista una neutra), cioè per un astratto significato denotativo (quello che ci dà un dizionario) bensì nel loro potenziale di creare realtà, di richiamare e insieme di costruire un ambiente nel quale sia possibile o/e piacevole essere inclusi. In altri termini, è la performatività del linguaggio ad avere un peso decisivo in questo saggio. Se si esclude il suicidio come conseguenza di un mondo ostile intorno alla vittima, la violenza presa in esame in Omofobia, bullismo e linguaggio giovanil è proprio il momento in cui la dimensione interpersonale diventa una gabbia o una sala della tortura, specie con l'alibi metalinguistico del diritto a un'opinione discordante rispetto a una presunta egemonia culturale targata LGBT. L'operazione compiuta da omofobi di ogni marca è proprio quella di rendere il loro frasario il più incisivo possibile sulla vita altrui, pretendendo però un contestuale diritto di cittadinanza in nome della libertà di opinione. Non possiamo trascurare il fatto che oggi a causa di questa "inoffensiva" libertà di parola, i diritti delle persone omo-, bi- e transessuali vengono pesantemente rinnegati o limitati in Italia e ostacolati altrove.

Trovo che per chiunque faccia un cammino di crescita in merito a temi così urgenti e decisivi nella vita di tanti giovani, Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile sia più che meritevole di attenzione: chiaro, concreto, aperto a tutta una serie di approfondimenti in rete e in biblioteca, e dalle più diverse voci, il libro di Dario Accolla è uno strumento valido, quasi un aprifila nel campo, aggiornato e militante nel senso più alto del termine.

Roberto Oddo

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