Michela Marzano a Palermo: il gender da ModusVivendi

[LGBTQI] Lo ammetto: ho inaugurato quest’incontro confessando a un’amica di vecchia data lo sconforto e la mia stanchezza su tutta questa polemica del gender (diciamolo, ci sono temi più appassionanti): e non perché abbia perso interesse, anzi, ma alle volte mi sembra di girare a vuoto e di non fare un passo avanti. Sotto questo aspetto, l’incontro con Michela Marzano, venuta a Palermo per presentare il suo nuovo libro, mi ha rigenerato, rimettendomi a posto e dandomi nuova linfa e soprattutto ricordandomi che il militante sta dove si combattono le battaglie, sempre. (Altrimenti è opportunista e insensibile, aggiungo io).

Michela Marzano Diretta, franca, appassionata, concreta e chiarissima, Michela Marzano è dolce, ma non per questo rinuncia a una peculiare determinazione. Il fulcro del suo lavoro è l’attraversamento di un’esperienza, la sperimentazione del dolore, contro cui ha già senso scrivere: si lavora per scongiurarlo, per mettere ordine laddove c’è il caos, per dare alle cose il nome giusto - e cita Camus - altrimenti non ha senso attivarsi in una determinata direzione. 

L’incontro con Michela Marzano - che insegna Filosofia morale a Parigi - per la presentazione di Papà, mamma e gender ha dunque avuto il merito di chiarire al foltissimo pubblico accorso alla libreria ModusVivendi di Palermo cosa non sia la cosiddetta ideologia gender; quanto sia distante perfino dalla peggiore parodia dei molteplici studi di genere che investono l’accademia dagli anni Sessanta in qua; e come quest’isteria abbia fatto male sia a moltissime persone sia alle cause che si pretende di voler difendere.

Famiglia “tradizionale” e bambini non hanno nulla da temere dal nascere di nuovi nuclei, non c’è nessun attacco, c’è semmai la lotta per garantire ai nuclei affettivi che esistono già e a quelli che si formeranno una maggiore tutela, un’equità di fronte alla legge, nel rispetto delle identità individuali e delle differenze che caratterizzano ciascuno di noi. Michela Marzano insiste sul lessico e sugli errori più comuni, sulla superficialità con la quale si affrontano gli aspetti identitari delle persone. Ma soprattutto la studiosa consegna nelle mani del pubblico in sala uno strumento per chiarirsi le idee e continuare, insieme, questa battaglia contro stereotipi e calunnie.

Chiunque ci sia stato, chiunque l’abbia vista e ascoltata, dirà che Michela Marzano è stata protagonista di un incontro davvero appassionante e utile. Grazie.


Michela Marzano

Roberto Oddo

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