Carol di Todd Haynes

[LGBTQI] Qual è la vita a cui appartieni? Quella che hai condotto e che magari conduci ancora o quella verso cui avanzi, nell'ebbrezza di ciò che afferrerai? Siamo nei primissimi anni '50, negli U.S.A., tra la fine dell'era Truman e l'inizio della presidenza di Eisenhower. La splendida Carol (Cate Blanchett) è sposata con Arge (Kyle Chandler); i due vivono in un contesto agiatissimo, ma il loro matrimonio sta per finire e si contendono l'affetto della loro bimba, Rindy (interpretata da Sadie Helm e da KK Helm). In realtà Carol è lesbica, o perlomeno bisessuale: ha già avuto una storia con Abby (Sarah Paulson), conclusasi in un rafforzamento della loro amicizia d'infanzia, e ora seduce la dolcissima (e docilissima) Therese Belivet (Rooney Mara). La ragazza, però, molto più giovane, è fidanzata con il bel Richard (Jack Lacy), che vorrebbe sposarla e non capisce cosa le stia uccedendo, né ama la nuova "amica" della sua futura sposa.

Carol (2015) di Todd Haynes, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, è un film misterioso e sensuale, che ha nella sua trama spessa, corposa, e dunque nella sceneggiatura di Phyllis Nagy, un certo limite e tutte le carte in regola per irretire lo spettatore. Se al personaggio inafferrabile, sofisticatissimo, elegante e irrequieto della protagonista non possiamo che attribuire tanto di quel fascino da rimanerne incantati, la storia di Carol e Therese, che a un certo punto sembra prendere la rotta del road-movie, in realtà si avvita su se stessa e non fa un passo, come accade al famoso criceto che corre nella gabietta. Ciò conferisce anche un tocco amaro, un po' claustrofobico a questa relazione senz'altro asimmetrica, per il resto non priva di tenerezza, garbo e sensualità: un rapporto nel quale Haynes ha saputo inserire qualche pennnellata di una splendida, impeccabile scena di sesso.

A fronte di una costruzione un po' diseguale dei personaggi, a mio avviso tutti un po' sfilacciati almeno sul finale, dunque, se dovessi scegliere tra le qualità del film, direi che sono due, per di più molto collegate tra di loro. Da un lato la ricerca minuziona su abiti, arredamento, elettronica e soprattutto le meravigliose automobili d'epoca, che ci riportano a un mondo da sogno; dall'altro, e soprattutto, l'aspetto visivo è il punto di forza di Carol: la fotografia è curatissima e ci sono inquadrature di classica bellezza, nelle quali si intravvedono preziosi modelli pittorici. Ma non è solo la composizione, anche le tinte, le proporzioni, il fuoco regalano momenti di grande emozione visiva. Si tratta di una fotografia che ama la scansione del fotogramma con elementi architettonici e che dunque indulge preferenzialmente all'uso della "cornice"; inoltre la macchina da presa sembra impegnata per buona parte dal viso e dalla bellezza speciale di Cate Blanchett, ma non si avverte per questo monotonia.

Anzi, Carol si guarda e si segue con molto piacere e ci sa portare senza divagazioni dentro una storia nel suo momento clou: proprio quando le protagoniste, volenti o nolenti, si trovano costrette a prendere possesso delle loro vite, a sceglierle. Perciò non posso che esprimermi in termini di sicuro apprezzamento per questo bel film di Todd Haynes.

Roberto Oddo

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