Jonathan Demme, Dove eravamo rimasti


In corsa ineluttabile verso uno scialbo e insensato happy end da commediola di terz'ordine, Dove eravamo rimasti (2015, tit. or. Ricki and the Flash) di Jonathan Demme su sceneggiatura di Diablo Cody è un film che recluta attori di prim'ordine di cui non sa che farsene. Racconta la storia di Ricki Randazzo (Meryl Streep), ovvero Linda Brummel, richiamata a casa del suo ex marito Pete (Kevin Kline), perché la loro figlia Julie (Mamie Gummer) è stata lasciata dal marito ed è in crisi. Pete, democratico e liberale, abita in una casa di lusso con la nuova moglie Maureen (Audra McDonald), a differenza di Ricki, repubblicana e limitata, che invece suona in un gruppo rock (i Flash) con il suo compagno Greg e vive di stenti (ma belle le sue prove vocali). L'incontro determina una nuova riunione di un'improbabile famiglia più che ordinaria, che include anche gli altri due figli Josh (Sebastian Stan), in procinto di sposarsi con Emily (Hailey Gates) e Adam (Nick Westrate), che è gay. Dall'incontro non nasce assolutamente nulla di rilevante, solo un mediocre alternarsi di scene e di battute prevedibilissime. Anche sul piano degli scenari - dei temi presentati, insomma - Dove eravamo rimasti non fa che deludere perché nessun argomento viene affrontato: la musica dal vivo e il suo mercato a cottimo, la famiglia che si smonta e si rimonta, i rapporti interpersonali al suo interno tagliati con l'accetta, il moralismo e la realtà. Sono personaggi e storie che avrebbero potuto avere qualsiasi faccia e i nomi di grido (la Gummer è figlia dela Streep nella realtà, oltre che nella finzione) non fanno che rendere ancora più superflua la visione di questo film mediocre.

Roberto Oddo

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