Su DDL Cirinnà e stepchild adoption

[LGBTQI] Se c'è una cosa che la GPA (Gestazione Per Altri, che alcuni chiamano "utero in affitto") dimostra, a chi ancora non l'avesse abbastanza chiaro, è che - secondo natura - il principio generatore di una vita è l'incontro di uno spermatozoo e di un ovulo in un ambiente adeguato; il pene e la vagina sono solo a corredo di tutto ciò. L'embrione, che per i cattolici è già una vita dal suo concepimento e valevole contro tutto e contro tutti, non ha bisogno della compresenza di un maschio e di una femmina. All'ovulo fecondato basta la donna che lo ospita e la sua formazione sessuale originaria non segue la condotta morale dei donatori di gameti, né di chi porta avanti la gravidanza: la creatura sopravvive se ha un corredo genetico accettabile e l'ambiente adatto. Nel 99% dei casi e oltre, il/la neonato/a sarà riconoscibile sessualmente e, al taglio del cordone ombelicale, inizierà una fase di sviluppo autonomo, come per tutto il resto degli organi, indipendente dalla volontà o dalla condotta di chiunque. Questa è la natura, ovvero questo è già un modello culturale di ciò che possiamo osservare "in natura", ma un modello il più vicino possibile ai rapporti di causa-effetto interni al meccanismo della nascita.

Essere donatori di gameti non ha nulla a che vedere con l'essere genitori, se non sul piano etimologico. Il nome di "padre" e "madre", in epoche nelle quali l'incontro di ovulo e spermatozoo all'interno del corpo femminile era l'unica possibilità per generare nuova vita, servivano a stabilire dei precisi rapporti sociali e legali tra gli adulti e il/la neonato/a. L'unico legame possibile era quello e veniva sancito culturalmente e senza scampo. Oggi, biologicamente, non c'è bisogno che il concepimento avvenga nell'utero della donna: spermatozoo e ovulo possono incontrarsi in ambienti protetti e il frutto del loro incontro essere innestato nel corpo di una donna. Non è un bene e non è un male, è un dato. Non lo si sarebbe fatto prima, se ci fossero state le conoscenze adeguate? Basterebbe ricordare tutte le dinastie monarchiche minate da qualche occasionale infertilità.

Ora: se mai il mio compagno e io avessimo desiderio di paternità, non sceglieremmo la GPA, ma asserire che il ‪ddl Cirinnà‬ abbia qualcosa a che vedere con "l'utero in affitto" è errato. L'art. 5 - quello che desta tanto scandalo e si vuole stralciare - modifica la ‪legge‬ 183/1984 sulle "Adozioni in casi particolari" e fa riferimento a un figlio già esistente, frutto di una precedente relazione eterosessuale. In tal caso, il nuovo compagno del padre o la nuova compagna della madre a cui è stato affidato il/la minore avrebbero precisi doveri nei confronti delo stesso, come genitore sociale. Per screditare il ddl, si tira in ballo il caso di un famosissimo senatore, come se si trattasse di una legge (delle tante, in Italia) ‪ad personam‬. Ammesso - e non concesso - che si voglia fare un regalo a questo politico che avrebbe usufruito della gestazione per altri (tra l'altro, a quel che ne so, senza violare nessuna legge del paese in cui si è portata avanti la gravidanza), mi rimane un dubbio: davvero è così spregevole dotare tutti i minori di una stabilità affettiva e familiare in nome di un caso che si potrebbe verificare - e che si verifica già comunque tra coloro che possono permetterselo, e che si verificherebbe per di più anche con l'affido rinforzato? Davvero "meno diritti" per alcuni minori significa più diritti per l'intera categoria dei minori?

Io non ci sto. A me questa legge sembra già offrire troppo poco per scorporarne ancora una parte che disciplina situazioni esistenti e che hanno bisogno di una regolamentazione. Che poi si voglia far passare questo art. 5 come misura "ad personam" come è avvenuto in altri e ben più noti casi, significa non avere il senso della misura e non guardare neanche per sbaglio al diritto dei cittadini, ancor meno dei minori. Se proprio pensiamo che la stepchild adoption sia un tramite per la GPA (che riguarda invece per la maggior parte coppie eterosessuali in cui almeno uno dei due membri non può aver figli), estendiamo il matrimonio civile e le adozioni alle coppie che lo richiedano, indipendentemente dal sesso dei componenti, purché ne abbiano tutti i requisiti. A meno che non si voglia - ed è quello che si vuole e per cui addirittura si prega - la clandestinità di tutte le situazioni di fatto che nascono da una legge disallineata rispetto alle competenze mediche e alla ricerca scientifica internazionale (che già da decenni sancisce l'indifferenza del sesso dei genitori rispetto allo sviluppo psicoaffettivo dei figli). E questo non come diritto alla genitorialità, ma come riconoscimento che la genitorialità non è appannaggio esclusivo delle persone eterosessuali e che i figli di tutti, tutti i figli, hanno diritto a un ambiente stabile che li protegga e consenta loro il più sano sviluppo possibile.

Post più popolari