Ridley Scott, Un'ottima annata

[Andar per gusti] Il termine "annata" per parlare di vino in inglese si dice vintage, quindi la traduzione Un'ottima annata per il film che nell'originale suona A Good Year (2006) è una piccola forzatura e spinge un po' troppo in direzione del vino. In realtà, il film di Ridley Scott spesso citato tra i titoli must-to-know in tema, è una comunissima storia d'amore e di ritorno alle origini. Protagonista è Max Skinner (Russell Crowe), un broker cinico e spietato che vive a Londra, a cui muore lo zio Henry (Albert Finney). L'uomo gli lascia in eredità la tenuta in Francia, con le sue vigne, il luogo nel quale Max, orfano, era cresciuto e aveva imparato tanto della vita. Partito per sbrigare rapidamente la vendita della proprietà, vi incontra subito il vecchio vignaiolo Francis Duflot (Didier Bourdon) e la moglie Ludivine (Isabelle Candelier), ma soprattutto conosce due donne, entrambe splendide: la bionda americana Christie Roberts (Abbie Cornish), che si presenta come figlia illegittima di Henry, alla ricerca di notizie del padre, e la mora francsissima Fanny Chenal (Marion Cotillard), con la quale ha un paio di "incidenti di percorso". Intanto, da Londra lo chiamano la sua perfida assistente Gemma (Archie Panjabi), Kenny (Rafe Spall) e il suo legale di fiducia (Tom Hollander): quest'ultimo dovrebbe gestire la vendita dell'immobile, ma (come da copione) i sentimenti di Max vanno cambiando.

L'uomo, cioè, riscopre non il luogo in cui è nato, bensì la culla in cui è diventato quello che è. Non è niente di eccezionale, sia chiaro, anzi: un cinico del tutto incapace di perdere e forse anche di amare, egoista e anche piuttosto sleale. La sua disinvoltura con la vita altrui si misura tutta con Francis, che chiede solo di rimanere a lavorare con le sue vigne, anche nel caso in cui Max, ereditiere dello zio, volesse davvero vendere quella paradisiaca tenuta. Ed è a questo punto che il vino entra in scena: il prezzo della proprietà viene influenzato dalla qualità delle sue bottiglie, che insomma, non sono granché. Nascosta in cantina, d'altra parte, c'è un'altra produzione, che poeticamente e allegoricamente si chiama Le Coin Perdu (l'angolino perduto), a dare un risvolto al valore dello chateau: si tratta di un vino che Max aveva assaggiato da piccolo e del quale lo zio gli diceva che non era ancora pronto: "per le cose buone si deve saper aspettare". Così, il senso del tempo, che Max ha appreso benissimo per fare il broker, gli si rivela in tutta la sua forza per l'attesa della giusta maturazione del vino (e non solo). Com'è, come non è, le prospettive dell'uomo cambiano del tutto insieme a quelle professionali e i sentimenti prendono il posto della frenesia e della ricchezza.

Fotografia (di Philippe Le Sourd) e colonna sonora sono splendide e davvero mettono a fuoco la commedia, però Un'ottima annata rimane un film mediocre e prevedibile, diluito con scene perfettamente inutili e recitato un po' bene e un po' no. Funziona e non annoia troppo, se non altro per la bellezza indiscutibile dei luoghi e di Marion Cotillard; ma, se lo cancellassimo dalle liste di film pressoché obbligatori sul vino, il mondo non ne soffrirebbe affatto.

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Roberto Oddo

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