André Téchiné, Quando hai 17 anni

[LGBTQI] Una famiglia: lei, Marianne (Sandrine Kiberlain), è medico; lui, Nathan (Alexis Loret), militare in missione. I due hanno un figlio che va al liceo, Damien (Kacey Mottet Klein), un adolescente come tanti altri. Sarebbe anche bravino a scuola, ma da un po' ha un problema: litiga con un suo compagno di classe, Thomas (Corentin Fila). Animata dalle migliori intenzioni, Marianne, che ha in cura Christine (Mama Prassinos), la madre di quest'ultimo, tenta di far legare i due ragazzi, invitando Thomas a casa da loro, in modo da evitargli il lunghissimo tragitto che dalle montagne ogni giorno lo porta a scuola con grave danno del rendimento scolastico. Ma poco o nulla va secondo i suoi piani, perché poco o nulla è possibile sapere con precisione dell'adolescenza.

André Téchiné - Quando hai 17 anniQuando hai 17 anni (2016, trad. it. Quand on a 17 ans) di André Téchiné è un film su un'iniziazione sentimentale che appare insolito e vibrante e passa per delle vie segrete mentre ti rapisce il cuore. Ambientato in una Francia alpina e freddissima, ci presenta una tavolozza di sentimenti viscerali e di inattese dissimulazioni, nonché dinamiche affettive proiettate in un altro tempo e in un altro spazio. All'insegna della frontiera, come sono di frontiera i 17 anni, della marginalità, questi due ragazzi sono pionieri incerti, nervosi, che scaricano l'uno sull'altro i loro sentimenti, la loro paura di essere inadeguati. Sono giovani diversissimi, Damien e Thomas: l'uno figlio di un'agiata famiglia affettuosa, con un padre e una madre che si amano, si desiderano e provano a educarlo con i valori sicuri, sebbene non fanatici, della classe media; l'altro vive in sé il dramma dell'adozione, di non essere il figlio che il papà e la mamma avrebbero voluto, di essere il risultato di una serie di aborti. Il primo è una creatura di città, un po' logorroico, incapace di capire altro che le parole, il secondo quasi afasico, impenetrabile, innamorato della sua solitudine, della montagna e della fattoria dove ha sempre abitato e dove lavora con gli animali.

Dio, quanto capisco Damien! Capisco tutto il suo non piacersi, il suo andare a tentoni tra i suoi desideri e tutto quel bisogno di verbalizzare il mondo intero. Lo capisco forse ancor più per quello sguardo assetato rivolto a un Thomas strepitosamente bello e graffiante, così diverso, statuario e angelico, quasi immune alla passione. E però riconosco anche quel silenzio, quelle domande inespresse, quelle proteste su certi figli che sarebbero "più figli" di altri (ma i figli sono tutti veri, gli risponde meravigliosamente Marianne). In questo discrimine tra la parola e il silenzio, due forme diverse di solitudine, André Téchiné costruisce un film forse non equilibratissimo o impeccabile, in ogni caso capace di rileggere la realtà attraverso il senso del confine e delle barricate, gli affetti e l'andatura belligerante verso se stessi e il mondo intero. Quand on a 17 ans travolge lo spettatore con eleganza e continua a vibrare, ben oltre l'ultima inquadratura, con la percezione tangibile della fame di vita e di morte dei due giovani protagonisti.

Roberto Oddo

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