Degustazione di Tintilia a Palermo - Il Molise esiste!

Tintilia del Molise - Degustazione di vino a Palermo con la Fondazione Italiana Sommelier[Andar per gusti] Il Molise esiste, eccome! È vero che, nel campo del vino, appartiene all'ultimissima cordata di regioni che si sono inserite sul mercato, ma lo si è fatto con grande successo scommettendo sulla Tintilia, un'uva di origine spagnola, come spagnola (con alterne vicende) fu l'influenza politica della regione nell'età moderna. Il vitigno veniva ritenuto "fratello" del bovale sardo, anche se recenti studi hanno sganciato i due biotipi; ora la Tintilia, che a metà del secolo scorso ha conosciuto il serio rischio dell'estinsione, si insedia in questo spicchio dell'Italia centrale e lo esprime nelle sue peculiarità, dal momento che il Molise (solo nei primi anni Sessanta regione autonoma dall'Abruzzo) alleva per il resto uve caratteristiche di diverse aree produttive: Aglianico, Montepulciano, Trebbiano e Sangiovese. Rispetto alle altre D.O.C. molisane (Biferno, Molise, Pentro d'Isernia), la Tintilia, quasi sempre vinificata in purezza, rappresenta un po' l'ambasciatrice del territorio e, grazie ad alcune aziende, anche la punta di diamante nel mercato internazionale.

Vino meridionale quant'altri mai, la Tintilia lo scorso 30 ottobre all'Excelsior Palace Hotel di Palermo è stata protagonista di un'importante degustazione organizzata dalla Fodazione Italiana Sommelier, guidata per la Sicilia Occidentale da Maria Antonietta Pioppo. A un pubblico attento e partecipe, composto da appassionati, curiosi e da molti professionisti del settore, sono stati serviti dodici vini, presentati da Dora Formato e Gabriele Di Blasio, presidente e vicepresidente della sezione molisana della F.I.S. Un ventaglio così ricco di proposte diverse è però riconducibile ad alcune caratteristiche comuni: il vino si presenta di colore purpureo o rubino intenso accentuato da una spiccatissima densità cromatica, compatta com'è fino all'unghia, e seduce con le sue note vegetali e speziate per un naso molto equilibrato e fresco. Non rare le note balsamiche, mentre l'affinamento breve e la preferenza dell'acciaio limitano parecchio lo svilupparsi di sentori terziari. Piuttosto caldo (parliamo di 13,5 o 14,5 gradi di alcol svolto), il vino prodotto da uva tintilia si caratterizza per una persistenza di tannini in evoluzione, talvolta ancora verdi, e da una discreta freschezza che, anche laddove ci avviciniamo al breve tratto di costa, prevale sulla sapidità (mentre proprio in provincia di Campobasso non mancano le note iodate). Parliamo di un vino che ben si addice alla cucina contadina e verace del luogo e predilige primi o, ancor meglio, secondi succulenti e ben bilanciati tra note dolci e salate, quando non a bei taglieri di formaggi.

Dodici i vini e dodici le aziende produttrici: la degustazione ha preferito presentare agli astanti la grande varietà del prodotto agricolo piuttosto che tentare un'improbabile verticale di un vino poco o per nulla frequentato dai più. Abbiamo così l'occasione di tuffarci nel Molise vitivinicolo e di conoscerne i terreni - in prevalenza argillosi e/o calcarei o di medio impasto e più o meno ricco di scheletro - tutti rigorosamente al di sopra dei 200 m s.l.m.secondo il disciplinare (che così favorisce, a conti fatti, la provincia di Isernia, più radicata sulle catene montuose di Meta, Matese e Mainarde, e diventa più problematico per il territorio facente capo a Campobasso). Ma veniamo anche a conoscenza dei nomi più rappresentativi, vuoi dell'avanguardia, vuoi della tradizione. Certo, "tradizione" qui vuol dire impianti o reimpianti che non superano i trent'anni, perché questa è l'età del "nuovo corso" della Tintilia, e in media sono anche molto più giovani, anche se le aziende sono talvolta più consolidate nel territorio, con produzione sia di vino, sia di olio. Ci sono poi i casi di cantine che si stanno convertendo al biologico o biodinamico o addirittura che nascono con l'intenzione di produrre quel tipo di vini.

Degustazione di Tintilia del Molise a Palermo con la Fondazione Italiana Sommelier
La Tintilia, per le sue proprietà organolettiche, va bevuta piuttosto giovane (è un vino d'annata) e non mancano le aziende che hanno tentato di farne un vino più "facile", adatto a un pubblico più ampio e meno specializzato, raggiungendo comunque buoni risultati. Ci sono poi le cantine che collaborano con l'Università per sviluppare al meglio le caratteristiche del prodotto, ma naturalmente il risultato si vede poi al gusto. In un arco temporale che va dal 2015 a ritroso, in due batterie, l'annata vincente durante la degustazione risulta quella centrale del 2012, con un apprezzamento particolare rivolto al Terresacre e al capostipite (e vessillifero) del vitigno nel mondo, cioè il Di Majo Norante (questo del 2011), nonché al Cianfagna del 2009 (l'annata più vecchia). Ma il mio consiglio è quello di farvi un giro almeno tra i siti delle cantine per conoscere l'areale produttivo e le varie specialità offerte.

Da segnalare, infine, tra le due batterie di vini, la piacevole degustazione di pane con olio siciliano dell'anno in corso dell'azienda agricola Titone che ha riscosso non meno successo del nettare di Bacco. A dimostrazione che il gemellaggio tra Sicilia e Molise può portare lontano e che scommettere sulla cultura del vino e dell'olio per la Fondazione Italiana Sommelier significa promuovere l'eccellenza della passione per i prodotti della terra.

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Disciplinare della Tintilia
Le aziende rappresentate nella degustazione (in ordine alfabetico): Campi Valerio - Cantine Salvatore - Catabbo - Cianfagna Az. agr. - Cieri - Claudio Cipressi - Colle Sereno - Di Majo Norante - Remo & C.Tenimenti Grieco - TerresacreVi.Ni.Ca.
Per l'olio: Azienda Titone

Roberto Oddo

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