Andar per diete

Dieta - Regime alimentare
[Andar per gusti] C'è un grande nervosismo intorno al tema delle diete. Non parlo solo dell'insieme di regole volte alla perdita di peso corporeo, bensì soprattutto al regime alimentare e al significato che questo assume nel creato. Negli ultimi anni, infatti, sembra che, per stabilire la natura dei propri pasti sulla base di convinzioni personali, si debba necessariamente tirar giù l'intero pantheon di ogni altare e ragioni universali. La dieta come stile di vita, nel senso più alto, semplice e importante del termine non basta. Se il mio pasto non coinvolge una decina di dottrine etiche e sociali, riviste scientifiche e filosofiche, non vale la pena di essere consumato o mi rende addirittura indegno di un'assunzione decente di calorie. Non solo: qualunque dieta, oltre a essere riprovevole e abietta, è anche letale: è sbagliata e ci sono sempre ragioni scientifiche incontrovertibili a dimostrarlo.

«Chiunque potrebbe dirtelo, purché non ci si sia fatti plagiare dal mercato, dalle lobby e dai catastrofisti» e chi più ne ha più ne metta. «Chiunque potrebbe dirtelo», perché non esistono più i profani. Il fai-da-te formativo ha reso inservibile l'accesso a una quantità smisurata di materiale online, destinato a un pubblico ben più attrezzato o a far solo chiasso. Si aggiunga che le stesse autorità in campo di nutrizione - medici, biologi, scienziati - sembrano tutt'altro che concordi in fatto di dieta e sembra non esserci più speranza per chi, con coscienza e buone intenzioni, vuole trovare una sua strada equilibrata nel marasma di informazioni. E resta inteso qui che, se fatto con consapevolezza, anche mangiare quello che va e quando va, ignorando le conseguenze sull'ultima costellazione dell'universo è una scelta dietetica. Ma l'autodeterminazione alimentare non esiste, ovvero poggia su un sistema nel quale solo il contadino che può mangiare quello che produce è autonomo: tutti gli altri siamo consumatori di cibo e committenti indiretti di prodotti più o meno a ragione ritenuti commestibili e/o appetitosi. Sembra anzi che il principio della varietà, lungi dal garantire (come un tempo) il giusto apporto di tutte le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno, finisca con il rivelarsi l'unico rimedio all'assunzione di un unico tipo di sostanza tossica.

Dieta - Regime alimentare
Una delle falangi armate più aggressive è quella di molti vegani. Premesso che sul dolore degli animali sono estremamente sensibile, ritengo opportune e doverose le campagne contro vivisezione e uso di povere bestie per realizzare inutili quanto sadici capi d'abbigliamento. Di contro, le proteste contro la macellazione a scopo alimentare assumono spesso (certo, involontariamente) tinte grottesche. Non è raro che le scelte alimentari altrui, sempre quelle altrui, sono investite di una tale carica di livore da lasciare piuttosto perplessi. La dieta onnivora viene caricata di una messe spaventosa e alquanto disorganica di responsabilità e spesso l'accumulo maldestro di considerazioni personali fa perdere di vista le ragioni per cui l'interlocutore in prima persona dovrebbe intraprendere un regime vegano. Spesso, è proprio nel tentare di condurre a ragioni oggettive che si finisce con l'irritare ulteriormente chi ascolta. Con tutta la buona volontà, trovo indigesti docufilm come Food Choices (2016) di Michal Sierwierski e altri della stessa risma: non è che io possa sottolineare imprecisioni o errori, non ne ho i mezzi, è che nella confusione in cui vivo l'investimento emotivo sull'impatto cosmico della mia cena mi lascia più confuso di quanto mi convinca in realtà.

Si tratta di una comprensibile strategia retorica: impermeabili come siamo a un elenco univoco e condiviso di considerazioni organiche, ragionevole almeno quanto ciò che so sui danni del fumo, è d'obbligo insistere sulla sensibilità dei più deboli per ottenere dei risultati. E però: possibile che in un contesto in cui soprattutto i vegani lamentano complotti e tradimenti di case farmaceutiche, multinazionali e medici ignoranti e/o corrotti non si riesca a vedere una precisa strategia economica in un certo tipo di mercato globale della salute, del «benessere» e dei buoni sentimenti? Né si può accettare, perché è una tautologia, la risposta che «sì, è vero, ma almeno la dieta vegana fa meno danni e non fa male all'universo»: se escludiamo il massacro di animali, non riusciamo a schiodarci dal punto di partenza e ad assumere un punto di vista ragionevole. Va da sé che, con lo stesso o anche con maggior fastidio, vedo gli amici che si definiscono onnivori incapaci di completare uno spuntino senza una componente animale: ci sono persone che si sentono defraudate se non consumano una porzione di carne (bistecca, salume o pesce) per ogni singolo pasto. Non hanno curiosità per altri piatti e non ammettono di poter recuperare il giorno dopo Un'ncursione provvisoria nel regno delle insalate provoca in loro lo smarrimento di Hänsel e Gretel nella foresta.

Dieta - Regime alimentareIo ho provato a intraprendere una dieta vegetariana, per i più diversi motivi e con i più diversi metodi e ritmi, sempre senza successo (nonostante il mio compagno sia da tempo vegano, anche per ragioni di gusto personale). Non me ne faccio un cruccio. Appartengo, per cultura o per codardia, a una schiera di persone che, a tavola, non aderisce a un partito e non prende posizione in merito. Mi piace molto il pesce e ogni tanto capita che lo scelga; non amo la carne, ma alle volte (una volta la settimana o molto meno) con un certo fastidio ne sento il bisogno. Se mangio verdura, legumi e frutta, nella maggior parte dei casi sono soddisfatto, anzi felice. Ascolto con attenzione il mio corpo e spesso riesco a individuare le sue esigenze, nei casi più fortunati so contenermi se un certo cibo rischia di avere ricadute negative, non perché sia virtuoso (come alcuni insistono a dire), bensì perché soppeso empiricamente vantaggi e ricadute e decido cosa è meglio in un caso e nell'altro. Poi, se sono invitato a cena, magari obtorto collo, mangio quasi tutto. Ai sussidi farmacologici della medicina occidentale (alla quale non intendo affatto rinunciare) associo - in certi casi anche sostituisco - con profitto tisane e rimedi naturali. Stando così le cose, non avendo particolari esigenze dietetiche, con la mia ignoranza e tutto il rispetto per i teorici di diete d'ogni sorta, per quale ragione non dovrei preferire il mio kaos al kosmos (a oggi) discutibilissimo di chiunque?

Roberto Oddo

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