Marco Amenta, Magic Island

Marco Amenta - Magic Island (Vincent Schiavelli, Andrea Schiavelli)
Brooklyn. Il musicista Andrea Schiavelli riceve la telefonata di Katia, l'ultima compagna di suo padre, la donna che gli stava accanto quando lui morì. Suo padre era l'attore italoamericano Vincent Schiavelli (1948-2005), che nell'ultimo periodo della sua vita era tornato alla terra d'origine, a Polizzi Generosa, un importante centro delle Madonie, in provincia di Palermo. Ora pare ci sia del denaro da ritirare, non si sa bene quanto, né come, ma sarebbe il caso che Andrea volasse in Sicilia. Il giovane esita, si consulta con la madre e alla fine parte. Magic Island (2015) di Marco Amenta, è la ricostruzione di questo viaggio sulle orme del padre, un uomo non proprio facile e e dalla fama mondiale. Il film-documentario non è biografico, né un'indagine sul rapporto tra Vincent e il figlio, anche se inevitabilmente emerge la sostanziale sintonia e la distanza tra le due vite: da un lato Andrea, radicato nel cuore pulsante di New York, legatissimo all'America; dall'altro Vincent, che nell'età matura torna al paese d'origine e comincia a vivere la vita che i suoi genitori, migrando, gli avevano insieme precluso, per la distanza fisica, e aperto, per le più numerose possibilità (e dunque per la maggiore libertà) che gli Stati Uniti offrivano.

La scheda di Magic Island parla di road movie e capisci pure il perché, se hai la fortuna di vederlo: ci sono i paesaggi, magnificamente sigillati nelle immagini, ci sono navi, automobili, strade, tutto quello che ti aspetti da un viaggio. Ma, se lo spostamento è il tema, la struttura stessa del film sembra condurre al cuore di un processo inverso. Non credo sia eccessivo sentimentalismo dire che Magic Island è piuttosto la storia di un radicarsi nella propria storia e di un riconoscersi nei suoi frutti. Il percorso e le tappe sono funzionali a questo affondo sempre più intenso, sottolineato dalla schietta figura di Andrea: genuino, a volte di toccante tenerezza. E lo sguardo sognante sulla Sicilia, squadernata sotto gli occhi commossi del figlio, viene reso ancora più magico da un sottotesto che fa capolino in più occasioni: poco prima di morire, Vincent Schiavelli ha interpretato Don Chisciotte per la regia del grande Mimmo Cuticchio. Se ne vedono alcuni stralunati e bellissimi stralci, di quello spettacolo dove un cavaliere errante parte per lottare contro le ingiustizie e, per solleticare fedeltà e altrettanto entusiasmo al suo saggio e semplice scudiero Sancho Panza, gli promette in dono un'isola meravigliosa. E la voilà, questa terra incantata, sospesa nel mare e nella distanza che prende corpo - con il padre - nel cuore di Andrea Schiavelli.

Roberto Oddo

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