Persone LGBTQI e discorsi culturali

Politica LGBTQI e discorsi culturali (lesbiche, gay, bisex, transsessuali, intersessuali, queer)
[LGBTQI] Da internauta interessato all'autodeterminazione e, in particolare, ai diritti civili delle persone LGBTQI, rimango amareggiato di fronte al continuo credito che si dà a sentinelle e omofobi vari. C'è chi passa il tempo a dare risalto a nullità mediatiche ravanando nella loro vita privata e nei loro post e criticandoli per le scelte personali in rapporto alla loro militanza politica. Della maggiore o minore dirittura morale di alcuni non ce ne facciamo proprio nulla e, grazie al cielo, il mondo intero non è preoccupato della loro incoerenza. Non interessa neanche a me, non sono qui per giudicarli. Quel che ci sta ha a cuore è la libertà e la dignità di tutti i cittadini, da un lato; dall'altro la cultura e l'intelligenza per godere di questi beni.

I nostri interlocutori sono le persone comuni, coloro che non trovano argomenti per rispondere alle idiozie a orologeria professate in giro per l'Italia. Se siamo ancora indietro nella nostra lotta, non è colpa di certi imbecilli, è perché non facciamo abbastanza discorsi culturali, perché non ci diciamo, perché non viviamo normalmente e attivamente il nostro essere parte di un tessuto sociale. Non si tratta di essere tutti attivisti, il problema è che noi o ce ne freghiamo e riteniamo la zona inguinale e le nostre ghiandole non hanno il valore di argomento politico; oppure, nei casi più eclatanti, confiniamo la dignità politica nelle nostre mutande. Abbiamo qualche problema con il nostro baricentro.

Per alcuni, poi, dire "sono gay" è molto più facile che vivere bene le proprie relazioni durature e occasionali. Ma questa non è armonia, è improduttiva ossessione. Essere gentili, essere veri, essere determinati, essere puliti: questa è la nostra realtà. Documentarci e intervenire nella vita con un briciolo di autonomia, apertura mentale e capacità di valutarsi dovrebbero essere il nostro corredo di persone che si affacciano in pubblico con un profilo social, con un blog o con la patente di attivista, sedicente o meno. Abbiamo tanti problemi e non siamo una comunità solo perché pensiamo di essere vincolati a quel che siamo e/o desideriamo e, quando non siamo d'accorso su qualche punto, ci disintegriamo. Ma perché dovremmo essere d'accordo sul voto politico o su un talk show? Non siamo migliori e non siamo peggiori di altri, ma siamo cittadini e, se vogliamo i diritti e un contesto culturale diverso, dobbiamo lottare ed essere il motore di questo cambiamento, ciascuno come sa, ciascuno come può, ma con un'idea chiara in testa, con lungimiranza e con tanta umiltà.

Roberto Oddo

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