Slow Food - Paste fresche e gnocchi

Scuola di cucina Slow Food - Paste fresche e gnocchi
[Andar per gusti] Chi cercasse un'opera organica sulla pasta, indipendentemente dalle risorse del web e dalle mille ricette che circolassero per casa, potrà trovare senz'altro conforto nel volume Paste fresche e gnocchi (2012), edito da Giunti per Slow Food. Il libro, scritto da Gilberto Venturini, ben illustrato con numerose fotografie orientative, è parte di una collana di "Scuola di cucina", tesa a indirizzare il lettore verso l'autonomia nella preparazione dei piatti base o di quelli già più complessi (p. es. Il pesce oppure Carni bovine e suine o ancora Pane, pizze e focacce, ma anche Gli stuzzichini e Dolci da forno, per intenderci). Aspetti storici, gastronomici e indicazioni pratiche danno un'idea possibilmente molto ampia sull'argomento: se fai ricerche per approfondire su internet, poi scopri che le stesse cose erano già scritte qui, da qualche parte, e magari le avevi anche lette. Sul piano didattico, d'altra parte, la costruzione dell'opera non mi convince: l'indice non rende conto del reale contenuto del volume, le ricette base e i riquadri informativi non sono bene inseriti nel capitolo ed è difficile ritrovarli quando servono. Propongo solo due esempi: nelle sequenze operative per immagini, l'ultima foto propone il prodotto finito, ben visibile già nella precedente, quando sarebbe stato preferibile uno step intermedio per chiarire qualche passaggio della realizzazione (è una scuola di cucina o una vetrina?); quanto ai testi, mancano definizioni organiche dei diversi formati che li possano caratterizzare e distinguere con maggiore chiarezza e, di contro... il gustoso aneddoto sul ripieno a p. 83 cos'è? Una fiaba popolare, un testo originale o cos'altro? Va benissimo in qualunque caso, ma cede un po' il terreno sotto i piedi. Di contro, è strutturata e «linkata» molto bene ai diversi formati di pasta la sezione finale delle ricette, rivisitate o proposte in una versione tradizionale dagli/dalle chef di vari ristoranti italiani. L'effetto complessivo, dunque, è che chi parte da zero si sentirà magari un po' frenato nel cimentarsi, ma, una volta avviato il lavoro, si può giungere a risultati molto apprezzabili.

Roberto Oddo

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