Ken Loach, La parte degli angeli

Ken Loach - La parte degli angeli (Riscatto - Whisky)
[Andar per gusti] Non è tutta nostra l'ebbrezza: per ogni anno di invecchiamento del Whisky in botte, una minima percentuale si perde: questa porzione di distillato che evapora da produttori e appassionati viene chiamata «la parte degli angeli». E La parte degli angeli è anche il titolo di un film (2012, tit. or. The Angels' Share) di Ken Loach sul riscatto di una serie di persone nei guai con la giustizia per furti e intemperanze varie. Protagonista ne è Robbie (Paul Brannigan), che - dopo l'ennesimo reato - viene condannato ai servizi sociali: l'uomo, infatti, è appena diventato padre e, pur avendo serissimi problemi con la famiglia della compagna Leonie (Siobhan Reilly), ha mostrato buona volontà nel cambiare la sua condotta. Il giovane viene allora affidato a Harry (John Henshaw), insieme ad altri uomini e donne che devono essere recuperati alla vita civile. In particolare, nel suo gruppo, ci sono Albert il tonto (Gary Maitland), Rhino (William Ruane) e la cleptomane Mo (Jasmine Riggins). Quest'ultima, una volta, durante una visita in una distilleria, ruba dei campioni di Whisky (che neanche le piace). Robbie è combattuto, anche perché sa che il minimo errore costerebbe loro la galera: vorrebbe restituirli, ma intanto ha cominciato a maturare un discreto interesse per l'argomento. Corre in biblioteca e comincia a leggere tutto ciò che trova in merito, mostrando di avere un buon naso e soprattutto grande sensibilità per il distillato. Quando Harry - grande appassionato e conoscitore di Whisky - porta i suoi assistiti a una degustazione guidata e Robbie conosce Thaddeus (Roger Allam), la vita di tutte queste persone sembrerà prendere una svolta.

La parte degli angeli è più delicato rispetto ad titoli con la sceneggiatura di Paul Laverty e girati da Ken Loach: non di rado vi si impiega un linguaggio da commedia (le avventure dei quattro diseredati) e si fa uso di una più convenzionale tensione cinematografica, che però funziona e ingentilisce il film. Viene meno, infatti, il tono documentaristico e di denuncia e i personaggi tutti si aprono, sia pure faticosamente e quasi contro se stessi, a una fiducia verso l'altro che si sublima nella presenza fantomatica di questi angeli a cui andrebbe una parte della nostra vita. Sia chiaro, La parte degli angeli è un film che non nasconde le note aspre e spietate su ciò che sfuma e si perde della nostra vita, su cosa rimane di noi e come diventiamo. Eppure è bello il garbo con cui, nonostante tutto, si immagina un riscatto e che gli uomini non si arrendano alla perdita, che possano condividere con gli angeli quanto si lasciano alle spalle.

Roberto Oddo

Post più popolari