Immaturi di Paolo Genovese

Paolo Genovese - Immaturi
A causa di un disguido burocratico, vent'anni dopo il diploma, una classe intera si trova a dover sostenere nuovamente gli Esami di Stato. Intanto però la vita ha preso il suo corso e ciascuno di loro sembra essere stato scagliato fuori da una giostra. Giorgio (Raoul Bova) è un neuropsichiatra infantile che condivide con Marta (Luisa Ranieri) una perfetta routine che è facile scambiare per sintonia; Lorenzo (Ricky Memphis) è un agente immobiliare che vive ancora con il padre (Maurizio Mattioli) e la madre (Giovanna Ralli); Francesca (Ambra Angiolini) è uno chef che prova a resistere alle proprie pulsioni sessuali ossessivo-compulsive e, per riuscirci, finisce con il maltrattare il suo schivo, tenerissimo e devoto aiuto-cuoco Ivano (Alessandro Tiberi), innamorato di lei; Luisa (Barbara Bobulova) è una manager alimentare che ha fallito con il suo matrimonio e con i suoi ultimi prodotti in azienda; Piero (Luca Bizzarri) conduce una trasmissione radiofonica sui tempi che furono; infine, il donnaiolo Virgilio (Paolo Kessisoglu) vive allegramente le sue sbrigliatissime relazioni erotiche. Per non parlare di Eleonora (Anita Caprioli), la ragazza più bella e contesa di un tempo, che ora tarda a farsi vedere e riconoscere.

Immaturi (2011) di Paolo Genovese non riflette neanche sull'assurdità della situazione e non ne fa (ovviamente) una questione morale. La storia è perfetta per fotografare la vita delle persone in un momento inatteso, mentre sono intente ad affrontare ben altre prove. Ciascuno di loro è proiettato verso un'esistenza che non guarda abbastanza al passato e alle battaglie attraverso le quali si è arrivati a condurre una determinata vita. Situazioni sentimentali più o meno nevrotiche, difficoltà lavorative, inadeguatezza di fronte all'essere padri e madri fanno sì che nessuno di queste donne e questi uomini sia in condizioni di superare un vero esame di "maturità". Sono cresciuti, da individui, sono diventati adulti, eppure vivono rapporti interpersonali di adolescenti, soffrendo come ragazzini. Prevedibile, qualche volta; tuttavia, il film di Paolo Genovese è ben interpretato, molto ben girato non è mai "facile" o lezioso. Inoltre, c'è un ottimo equilibrio tra la tesi di fondo  - uomini e donne in ritardo sui loro traguardi, convinti di dare il massimo e in grado di prendere il minimo dalla vita - e la narrazione delle storie. Così, per quanto sia una commedia italiana piuttosto lightImmaturi funziona e regala senz'altro bei momenti. 

Roberto Oddo

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