13 - Th1rteen R3asons Why

13 - Th1rteen R3asons Why (Serie tv Netflix su bullismo, stupri, suicidio)
Un liceo della provincia americana viene sconvolto dal suicidio della studentessa Hannah Baker. Mentre la famiglia brancola nel buio e l’amministrazione della scuola fronteggia le noie legali e la pessima pubblicità che ne deriva, Clay Jensen riceve i nastri che la ragazza ha registrato subito prima di tagliarsi le vene. Il giovane, timido e introverso, sa che uno di quei nastri contiene una verità che lo riguarda e che anche lui, in qualche modo, è legato alla morte di Hannah. 13 – Th1rteen R3asons Why di Brian Yorkey (basato sul romanzo 13 di Jay Asher) si sviluppa lungo il tempo necessario a Clay per andare avanti nell’ascolto e ripercorre gli ultimi mesi di vita della vittima dalla sua voce.

La reticenza del giovane dà, dunque, il ritmo all’azione. Gli incontri che si susseguono tra un nastro e l’altro sono insieme un avanzamento delle indagini e il disvelamento di un mondo sotterraneo, quasi sempre respingente, fatto di crudeli banalità. Prepotenza, divismo, crisi di un certo assunto familiare e dei legami personali, diseguaglianze e insuccessi sono il ritornello di un mondo dove la norma è l’infelicità e dissimularla è la regola per essere accettati. Ognuno è un’eccezione: la differenza sta tra chi primeggia - e si ritaglia così uno spazio di potere - e chi non sa come valorizzare le proprie doti.

13 Reasons Why è una serie tv Netflix, molto popolare in una certa fascia di pubblico, specie tra i giovani (soprattutto dopo il Blue Whale). I temi affrontati, bullismo e stupri, feste e solitudine, sono tipici della scuola quale microcosmo esemplare di un mondo che ben conosciamo. Ma anche tralasciando le debolezze di regia e sceneggiatura, l’insieme non tiene: vero è che si sono evitati gli stereotipi di certe categorie come vittime (penso soprattutto ai personaggi LGBTQI), ma ciò accade perché i luoghi comuni si sono estesi un po’ a tutti, con maschere senza sviluppo e, alla lunga, noiose. L’intento di 13 è meritorio; il risultato, trovo, molto meno.

Roberto Oddo

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