Paul Blum, Sopravvivere nelle classi difficili

[Scuola] Chiunque abbia insegnato in scuole di frontiera sa che non potrà aspettarsi molto da un libro in merito. Insegnare richiede cultura, esperienza, elasticità, carattere, intuito - e, ammesso che si abbiano tutte queste doti in misura adeguata, gli errori e le insufficienze sono a ogni angolo. Al più, mi sono detto sfogliando Sopravvivere nelle classi difficili di Paul Blum (1998, tit. or. Surviving and succeeding in difficult classrooms), posso trovare qualche consiglio e rivedere certe posizioni. Il Manuale per gli insegnanti, pubblicato in Italia dalla Erickson nel 2000, è, in più, lontano nello spazio e nel tempo, poiché fa riferimento alla scuola inglese di vent'anni fa (per intenderci: niente smartphone, niente internet così diffuso, niente fidget spinner, niente di ciò che oggi distrae i ragazzi). Eppure, vi si trovano degli spunti interessanti e soprattutto si rimane colpiti dall'approccio molto pragmatico.

Paul Blum - Sopravvivere nelle classi difficili
Anglosassone fino alle virgole, questo libro tiene un profilo molto basso e cerca di isolare e riguardare tutti gli aspetti della didattica. Paul Blum, già professore di Storia, poi Preside in una scuola molto difficile di Londra, ragiona sulle priorità a cui è tenuto un docente, sia sul piano del mestiere e della deontologia professionale, sia soprattutto su quello della riuscita dell'attività didattica. Ecco, proprio su questo punto, Sopravvivere nelle classi difficili è di conforto, nel senso che sembra parlare con i singoli lettori e non si attiene con pedanteria ai regolamenti, ma offre soluzioni pratiche per uscire da un'impasse e salvare il salvabile, limitando i danni.

Con precisione, Paul Blum valuta la professione docente e tutti gli impegni a cui siamo sottoposti - impegni che, al di là del diverso contesto, sono in buona parte sovrapponibili ai nostri attuali - allargandosi, ove serve, alle svariate figure di contesto della governance della scuola in tutta la sua gerarchia. Si valutano, quindi, i molteplici rapporti interpersonali, sempre nell'ottica della maggior efficacia possibile. Tre, i refrain dell'autore: efficienza, autonomia e incoraggiamento dei ragazzi. Nessuna faciloneria di sorta: Blum indaga sul funzionamento delle gratificazioni rispetto a quello delle sanzioni e riporta il successo delle prime, contro il generale fallimento delle seconde.

Di contro, in Sopravvivere nelle classi difficili, la stessa concretezza esclude inutili dogmi: non rimanere vittima del proprio lavoro, imparare a chiedere aiuto - e a chi - quando occorre, saper far fruttare le punizioni fanno egualmente parte del bagaglio di un docente responsabile e interessato al proprio lavoro. Il libro di Blum è lungi dall'essere profetico o risolutivo, in sostanza, però consente al lettore intelligente di poter valutare il proprio operato con un minimo di consapevolezza in più e di mettere a frutto la propria esperienza. Direi che è ancora un'ottima lettura e che se ne può trarre un discreto beneficio, a patto di contestualizzarlo e di rielaborare con criterio la propria esperienza.

Roberto Oddo

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